Medicina Estetica

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Selfie e medicina estetica

Elisabetta G

Medicina Estetica

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luglio 14, 2015

l selfie oggi va di moda ed è in pratica un autoscatto  che ormai tutti vogliono farsi ma spesso può suscitare insoddisfazione e malessere fino a volere l’aiuto  del chirurgo plastico.
Negli Stati Uniti, smebre che in base ai dati dell’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, il fenomeno sia davvero in crescita.  Anche da noi, sembrerebbe esserci questo fenomeno. In base al sondaggio da poco effettuato dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, la SICPRE,  nel nostro Paese ci sono tante persone  “insoddisfatte da selfie”  soprattutto da donne, l’83%.

“E soprattutto  giovani” spiega Fabrizio Malan, il presidente della SICPRE. “La fascia d’età maggiormente rappresentata è quella dai 18 ai 25 anni, che esprime il 39% delle richieste. Seguono quella 26-35 e quella 36-45 anni, entrambe con il 28%”.  i ritocchi più gettonati sono al viso: il 58% delle donne   infatti richiede  infiltrazioni di filler, poi  l’intervento al naso (53%) e con la tossina botulinica (44%), richiesta in particolare da chi non accetta le prime rughe. Seguono  la mastoplastica additiva (33%), la blefaroplastica (28%), la lipoaspirazione (17%) e il minilifting (3%).

“Il colloquio con questi pazienti parte spesso dall’analisi di un autoscatto” dice ancora Malan, “cioè da un elemento virtuale. Non il naso in carne e ossa, ma il naso come viene nella foto. Il problema però è che quel ‘difetto’ non è esattamente come appare nel selfie, che non riproduce la realtà in modo totalmente oggettivo. Il primo passo è pertanto quello di distinguere tra riproduzione della realtà e realtà stessa, scoprendo i reali motivi di disagio”.

Infatti, in base alle risposte dell’inchiesta sembra che il 78% dei pazienti  non abbia un’immagine di se   equilibrata ne obiettiva. E per questo vuole il chiurrgo estetico ma un bravo medico non lo opera solo per questi motivi ma lo invia dallo psicologo, che lo aiuta a guardarsi con occhi più equilibrati.

In alcuni casi però certi hanno un atteggiamento realistico nei confronti del ritocco. “Per molti anni abbiamo incontrato pazienti che mostravano foto di attrici e modelle” spiega ancora Malan. “Oggi si afferma la tendenza a partire da sé, per migliorarsi senza assomigliare a nessuno”. Ed è questa oggi una tendenza che l’84%  ha giudicato in modo positivo,  significa partire da un difetto per migliorarlo, senza sognare di avere l’aseptto di un altro o di un attore famoso.

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